• Home >
  • Gruppo FS Italiane

Toni Servillo su La Freccia di aprile: "Il cinema è dei registi, il teatro degli attori"

Intervista al protagonista de "Le Confessioni" nelle sale dal 21 aprile

Roma, 21 marzo 2016

“Gli attori testimoniano sul palcoscenico i valori di un testo sino al cuore del pubblico, non vi è nulla che medi la relazione tra interprete e spettatore. Mentre nel caso del grande schermo, finite le riprese, il regista porta il film sul banco del montaggio e lo organizza secondo un preciso linguaggio. Ritengo che il cinema sia dei registi e il teatro degli attori”.
 

In un’intervista a tutto campo sul numero di aprile de La Freccia - il magazine di bordo del Gruppo FS Italiane in distribuzione gratuita sulle Frecce e nei FRECCIAClub di Trenitalia - Toni Servillo, protagonista de Le confessioni di Roberto Andò (nelle sale dal 21 aprile), descrive la personalità del suo personaggio, Roberto Salus, monaco certosino attento alla regola del silenzio capace ribaltare gli scenari di un drammatico Vertice del G8; parla del suo rapporto con il teatro e del legame, che potremmo definire empatico, tra attore cinematografico e regista: “Ho cominciato a recitare per il cinema intorno ai 40 anni. Poi insieme a Mario Martone, con il quale lavoravo a teatro, ho girato Morte di un matematico napoletano

Avendo la possibilità di scegliere le pellicole, così come decido di stare a lungo sul palco con De Filippo, Molière o Goldoni, allo stesso modo stringo un’alleanza con un regista, condividendo un orizzonte culturale, un profilo umano. Infatti ho girato quattro film con Paolo Sorrentino e non ne escludo un quinto. Con Andò siamo al secondo”.

Come nel già apprezzatissimo Viva la libertà di Roberto Andò (2013), e ne Il Divo di Paolo Sorrentino (2008), anche ne Le Confessioni troviamo una nuova riflessione sul potere, sul destino dei popoli in mano a pochi, sulla democrazia trasformata in menzogna. Uno scenario portato all’estremo o uno spaccato realistico? Domanda La Freccia a Servillo. “Direi un ponte che unisce la realtà all’immaginazione. In quest’ultimo lavoro di Andò vi sono una serie di ambienti, personaggi, riflessioni legati alla realtà politica ed economica mondiale. Poi c’è un albergo in cui si riuniscono i ministri dell’economia internazionale e qui, misteriosamente, arriva anche un monaco”.

Chi è Roberto Salus, e cos’è per Toni Servillo il silenzio, uno dei temi del film, definito l’ultima forma di libertà? “Salus è uno che fa parlare gli altri. Mantiene un atteggiamento di dignitosa renitenza. A teatro il silenzio è un’opportunità eccezionale per far cadere, tra la necessità di due parole, uno spazio di riflessione da parte del pubblico. E’ anche un’occasione ritmica. Ma soprattutto è un luogo, diverso dal caos, per entrare in comunicazione con se stessi e con gli altri”.

L’intervista completa, e tanto altro ancora, sul nuovo numero di aprile de La Freccia: il mensile di FS Italiane disponibile gratuitamente per i clienti Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca di Trenitalia, in distribuzione anche nei FRECCIAClub delle stazioni. Oltre al cartaceo, La Freccia è consultabile anche in realtà aumentata, accessibile da smartphone e tablet. Le Edizioni La Freccia e In Regione sono disponibili su ISSUU.

"Le confessioni" - Il trailer