Italia - Slovenia, a Trieste un convegno sullo sviluppo delle infrastrutture nell'Alto Adriatico

Presenti Debora Serracchiani, presidente Friuli Venezia Giulia, Violeta Bulc, commissario europeo alla mobilità e ai trasporti e Maurizio Gentile, amministratore delegato RFI

Trieste, 8 febbraio 2016

Lo sviluppo economico e infrastrutturale dell’Alto Adriatico, le connessione con le reti di trasporto europee (Ten-T) e le relazioni tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia nel campo delle gradi direttrici viarie. Sono stati questi i principali temi dell’incontro di oggi a Trieste intitolato L'Alto Adriatico come gateway nelle reti di trasporto transeuropee Ten-T.

Presenti il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani e il commissario europeo ALLA MOBILITÀ E ai Trasporti, Violeta Bulc

All’incontro ha partecipato, fra gli altri, anche l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile.

“I temi dell’intermodalità e della portualità toccano in maniera sostanziale l’Italia, in particolare il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia e le buone relazioni tra i due Paesi, nell’ambito delle strategie Alpina e Adriatico - Ionica, e rappresentano un fattore fondamentale per ottenere buoni risultati”, ha affermato Debora Serracchiani aprendo i lavori. 

La presenza del commissario europeo ai Trasporti è stata l’occasione per fare il punto sulle grandi sfide della programmazione europea nel settore dei trasporti e focalizzare l’attenzione sugli impegni fondamentali che riguardano quest’area”, ha dichiarato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. 

Sul tema della portualità - ha proseguito Serracchiani - è emersa una condivisione sulla necessità di una sinergia sempre maggiore tra i porti di Trieste e Capodistria, che si traduce nell’impegno della Commissione europea e del Governo italiano, confermato anche da RFI, di investire sul sistema ferroviario. In questo senso collegare i due porti sarebbe un elemento di forte competitività per tutto l’Alto Adriatico”. 

Per  Debora Serracchiani i porti “devono essere in grado di raccogliere la sfida rappresentata dall’ampliamento del canale di Suez e dalla possibilità di intercettare nuovi traffici e stringere sinergie con i Paesi dell’Est e dell’Asia. In questo senso l’accordo sottoscritto con Rete Ferroviaria Italiana ci permette di avere una programmazione lunga 17 anni sulla quale prevedere investimenti importanti che vanno dalla velocizzazione della linea Venezia – Trieste all’adeguamento della stazione di Campo Marzio per arrivare al nodo di Udine e alla linea dei Bivi di Venezia Mestre”. “Interventi - conclude Serracchiani - che ci consentiranno di ritrovare la competitività che si era persa sul settore ferroviario”.

Il ruolo di Rete Ferroviaria Italiana

Maurizio Gentile, amministratore delegato di RFI, ha ricordato gli investimenti in programma in quest’area per l'hub merci Trieste Campo Marzio, la velocizzazione della linea Venezia - Trieste e lo sviluppo del nodo di Udine: “Stiamo lavorando a un nuovo scalo merci a Campo Marzio che servirà  i moli del porto di Trieste, con binari lunghiI 750 metri dove sarà  possibile comporre/scomporre treni a massima lunghezza, con un grande risparmio sui servizi di manovra”. 

Sullo studio di fattibilità per la velocizzazione della linea Venezia - Trieste Gentile ha ricordato che “stiamo dando una risposta concreta, raggiungibile in breve tempo, e alternativa del quadruplicamento veloce, per garantire una linea a maggiore capacità e velocità”. Gentile è anche intervenuto sul nodo di Udine, dove “la separazione dei traffici merci e passeggeri è fondamentale in direzione Tarvisio”. 

Guardando verso Ovest Gentile ha ribadito che “è importante, per i flussi di traffico provenienti e diretti in Friuli Venezia Giulia, il ripristino della linea dei Bivi che consentirà di ‘shuntare’ Venezia Mestre e verso ovest raggiungere molto più rapidamente Padova”.  “Per quanto riguarda i collegamenti con la Slovenia - ha proseguito Gentile - siamo impegnati nello studio del progetto di velocizzazione della linea Trieste - Divača che consentirà ai treni una velocità media di 100 km/h, doterà le stazioni di binari di stazionamento lunghi 750 metri e porterà alla soppressione tutti i passaggi  a livello”. “Un progetto anche questo - conclude Gentile - molto concreto con costi relativamente contenuti, ma che in breve tempo può dare una risposta in attesa di ulteriori sviluppi per i collegamenti dal porto di Trieste verso la Slovenia”.

Il parere del commissario europeo ai Trasporti

A chiudere i lavori è stata Violeta Bulc, commissario europeo alla mobilità e ai Trasporti:  “I progetti comunitari si fondano su alcuni principi cardine che danno priorità alla necessità di collegare tutti gli Stati membri e inserirli nel comune mercato europeo, dando priorità ai colli di bottiglia e alla riduzione dell’impatto ambientale, portando merci e persone il più possibile dalla gomma alla rotaia”. 

La progettualità locale, e in particolare quella transfrontaliera, è molto gradita alla Commissione e ci sono spazi per ottenere cofinanziamenti europei” ha aggiunto Bulc. “In questo senso l’Alto Adriatico rappresenta una finestra e un punto di entrata verso i grossi centri industriali dell'Europa centrale. Mi auguro che i porti italiani, sloveni e croati sappiano collaborare e trovare una giusta organizzazione per veicolare i traffici che provengono soprattutto dall’Asia. Sono convinta che con saggezza economica e politica, questi porti riusciranno a mettere in piedi strutture di eccellenza”.