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Ponte Paderno: traffico ciclopedonale riaperto in primavera

Lavori al via appena ok autorizzazioni massimo impegno da parte del Gruppo FS. Vertici FS hanno fatto il punto con Ministro Toninelli, parlamentari, Regione Lombardia e sindaci. Chiusura resa necessaria da valori inadeguati coefficienti di resistenza

Roma, 9 ottobre 2018

Massimo impegno da parte di FS italiane, attraverso la controllata Rete Ferroviaria Italiana, per l’avvio dei lavori sul Ponte San Michele, a Paderno sull’Adda. È quanto ribadito dall’AD del Gruppo FS Italiane, Gianfranco Battisti, e dall’AD di RFI, Maurizio Gentile, nel corso di una riunione avvenuta questa mattina al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Presente il Ministro Danilo Toninelli, i parlamentari del bergamasco e del lecchese, Regione Lombardia, i presidenti delle Province e i sindaci dei comuni interessati.

I vertici FS, durante l’incontro, hanno illustrato nel dettaglio le azioni messe in campo per fronteggiare l’emergenza e il cronoprogramma degli interventi. Il progetto definitivo, già pronto, è stato trasmesso agli enti competenti per le autorizzazioni, a seguito delle quali sarà possibile far partire i primi interventi sulla carreggiata stradale e per la cantierizzazione. Questa prima fase, della durata di 5 mesi, consentirà la riapertura del solo traffico ciclopedonale entro la prossima primavera.

Parallelamente, entro fine anno sarà inoltre bandita la gara per l’affidamento dei lavori specialistici sul ponte che prevedono diversi interventi, tra i quali la sostituzione di tutti gli elementi metallici che non assolvono più la loro funzione strutturale. La durata di questa seconda fase prevede tempi stimati di cinque mesi per permessi e attività di gara più 18 mesi per le attività di cantiere.

Rete Ferroviaria Italiana sta valutando, su richiesta degli enti locali, l’effettiva fattibilità di un’opera alternativa (ponte provvisorio metallico) e la sua convenienza sia in termini di tempo per la sua realizzazione sia per il modello di traffico che potrebbe essere attuato.

Il Ponte San Michele è da tempo sotto osservazione: dal 2014, infatti, è stato posto sotto analisi continuative, con simulazioni di resistenza della struttura e valutazioni dello stato dei materiali attraverso prove magnetoscopiche e indagini endoscopiche. Alla chiusura, il ponte presentava corrosione generalizzata e deformazione degli elementi in ferro, accumulo di sedimenti, giunzioni deteriorate e, sull’impalcato superiore, camminamenti inagibili, pavimentazione stradale a fine vita utile, guard rail obsoleto. Nel 2017 inoltre era stato effettuato un rilievo geometrico in 3D funzionale alla modellazione strutturale dell’intera opera, che permetteva di verificare periodicamente lo stato di sollecitazione.

Il 14 settembre scorso è stato presentato a RFI l’ultimo aggiornamento delle verifiche strutturali, che metteva in evidenza come i coefficienti di sicurezza relativi a numerosi componenti del ponte fossero risultati oltre i parametri accettabili. Tali coefficienti, relativi al rapporto tra la domanda (derivante dal peso medio dei veicoli stradali e ferroviari in transito) e la capacità di resistenza, calcolato sulla base del degrado riscontrato sui singoli elementi durante le visite tecniche periodiche, presentavano valori superiori a 1, mettendo in evidenza che la domanda di trasporto richiesta superava la capacità offerta e indicando la presenza di un reale pericolo di cedimento strutturale. I risultati di tale studio hanno quindi indotto RFI a prendere il provvedimento di chiusura.

L’importo previsto dei lavori è di circa 21,6 milioni di euro, di cui 1,6 milioni finanziati da Regione Lombardia.