Milano Centrale: installazione del pittore Meo Carbone per il centenaio di Madre Francesca Cabrini

Previsti anche eventi per commemorare la santa

Milano, 7 luglio 2017

Un’istallazione che riproduce e promuove la mostra di Meo Carbone e una staffetta podistica sul "Cammin degli Emigranti" sono i due avvenimenti organizzati alla stazione Centrale Milano in occasione del centenario della morte di Madre Francesca Cabrini.

L’installazione è stata inaugurata questa mattina a Milano Centrale, hub titolato a Santa Francesca Cabrini il 13 novembre 2010. Hanno partecipato il Consigliere Regionale, Claudio Pedrazzini, l’artista Meo Carbone, il Direttore Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, il Responsabile Museo Cabriniano e Attività culturali dell’Istituto Suor Maria Regina Canale, Suor Maria Barbagallo, la Superiora dell’Istituto Cabrini di Milano, Suor Rachele Tagliabue, i sindaci dei comuni di Magnacavallo (Mn) Arnaldo Marchetti e di Castiraga Vidardo (Lo) Emma Perfetti insieme all’Associazione CabriniLand e ai rappresentanti di Grandi Stazioni Rail.

La mostra itinerante di Meo Carbone è visitabile fino a sabato 15 luglio, il giorno più popolare e partecipato delle celebrazioni per  il centenario della morte della suora, patrona degli emigranti di tutti i tempi e di tutte le nazioni. La tappa milanese segue quella di Roma, al Senato. Ci saranno poi Genova, Codogno e Sant’Angelo Lodigiano dove si potrà visitare l'esposizione fino al 23 Luglio. Dal 9 Settembre, poi, sarà ospitata dal Museo dell’Emigrato in provincia di Mantova per finire il suo percorso a Chicago, città dove riposa Madre Cabrini.

Il pittore Meo Carbone non è nuovo a rappresentazioni artistiche del mondo dei migranti, e, attraverso questa mostra, ci aiuta a leggere le migrazioni attraverso le storie e i volti di personaggi come Madre Cabrini che ha saputo raccontare “con gli occhi della fede”.

Le opere di Carbone partono dalla realtà del passato, ri-leggono e ri-costruiscono mediante le foto di operai, contadini, ragazzini e donne, un’infinita ed unitaria massa dolente che invade lo spazio artistico delle sue tele e dei suoi oggetti artistici come nel caso delle Valigie, che da oggetto di uso comune, attraverso la rielaborazione artistica, diventa metafora e simbolo delle migrazioni stesse. In questo modo l’”Arte” scuote la “Storia”, ridando a quelle immagini di cronaca, a quelle cronache che sono diventate immagini storiche e oggi, tramite Meo Carbone, Arte. Un arte che tende al sociale per divenire denuncia di fatti storici da non dimenticare.

Nel momento cruciale che vive la società europea e, in particolare la società italiana attraversata da un fenomeno senza precedenti di grandi flussi migratori, l’intitolazione della Stazione Centrale a Francesca Cabrini, la Santa Patrona, ci ricorda e ci propone un modello intelligente e solidale di accoglienza e integrazione. Nel rispetto dei diritti e dei doveri di ogni persona e popolo, ha proposto e realizzato soluzioni significative per gli emigranti del suo tempo: gli italiani che – come gli emigranti di oggi – fuggivano da drammatiche condizioni di vita causate da guerre, oppressioni, fame disoccupazione e povertà. Questo dramma umano che oggi caratterizza il mondo intero, tuttavia ci sfida a saper leggere la storia come la lesse Madre Francesca Cabrini: un’occasione epocale che può generare una nuova civiltà più giusta e fraterna.

La mattina del 15 Luglio, giorno di nascita di Madre Francesca Cabrini nel 1850, cinquanta atleti indosseranno le maglie di altrettante testate giornalistiche in lingua italiana stampate dai nostri connazionali sparsi per il mondo. La staffetta giunta alla quarta edizione è divisa in 7 frazioni e attraverserà la terra della Cabrini partendo dalla Stazione Centrale sino a Codogno, dove fondò l’Istituto nel 1880, passando da Sant’Angelo Lodigiano sua città natale. Qui, davanti alla casa natale gli atleti incroceranno a mezzogiorno “il Volo delle Colombe”,  un evento  molto partecipato che si ripete da quasi cinquant’anni con l’iconografia che ricorda sia il momento della nascita della piccola Francesca che il simbolo dell’emigrante attratto sempre dal luogo della sua origine.