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La Freccia di settembre: Editoriale

Lo scorso agosto tre giovani italiani, Niccolò Ciatti, Luca Russo e Bruno Gulotta, hanno perso la vita in due tragici eventi in terra spagnola. Diversa la natura e le circostanze, identica l’inaudita quanto gratuita violenza. Li ricordiamo in questa pagina, unendoci al dolore delle famiglie. Erano in vacanza in luoghi frequentati da quel turismo di massa che quest’estate ha scatenato non poche polemiche per una diffusa degenerazione di comportamenti. 

Mattia Feltri, in un caustico corsivo sulla Stampa, ha parlato di un «diritto di viaggiare senza rispettare», frutto di una deregulation della democrazia che concede ormai a tutti «il diritto inviolabile di essere deficienti». Così, per apatia o ignoranza, si finisce con il narcotizzare il semplice buon senso e affinare il peggior cinismo, e inermi filmare e postare un mortale pestaggio. Mentre di là trionfa l’odio cieco di chi non attribuisce alla vita alcuna sacralità, o unicità, calpestandone senza remore il corollario di affetti. Siano fanatici islamisti a Barcellona, o picchiatori ceceni a Lloret de Mar. Eppure noi, lavorando con passione a una mobilità sostenibile e senza discriminazioni, che altro non pretende dai suoi clienti se non il rispetto di basilari regole, restiamo convinti che soltanto il sano confronto tra esperienze culturalmente e fisicamente lontane generi ricchezza e solida libertà. 

Perché viaggiare è libertà. Meglio se lo facciamo insieme, su mezzi di trasporto che sono anche luoghi di incontro e di scambio. È una delle nostre missioni. Alla quale ci dedichiamo con pragmatico realismo, senza mai derogare dalla difesa dell’unico diritto inviolabile: il rispetto della vita altrui, con la sua dignità e i suoi valori.

L'editoriale è anche su ISSUU.