• Home >
  • Gruppo FS Italiane

Zalone: “I miei show sui binari, facevo il comico nei treni”

Roma, 14 gennaio 2016

Checco Zalone, il comico italiano del momento, si racconta a 360 gradi su La Freccia di dicembre.

Con il suo ultimo film Quo vado? ha strappato pareri lusinghieri persino al premier Matteo Renzi. "Ho riso dall'inizio alla fine" dice Renzi intervistato da La Stampa. "L'ho visto con i miei figli, che conoscono a memoria tutte le battute dei suoi film". Il premier è anche intervenuto sul dibattito suscitato dal fenomeno barese: "Sorrido di fronte a certi cambi atteggiamento: fino a ieri era un reietto volgare, snobbato da certi intellettuali. I professionisti del radical-chic, che ora lo osannano dopo averlo ignorato o detestato, mi fanno soltanto sorridere".

Leggendo l’intervista su La Freccia di dicembre, scopriamo inaspettatamente che gli anni vissuti da pendolare, quando da adolescente faceva su e giù ogni giorno in treno per andare alle scuole superiori gli sono serviti per affinare la sua arte. Le sue battute irresistibili, che oggi fanno ridere l’Italia intera facendo di Quo vado? il film campione d’incassi (in due giorni ha guadagnato 14 milioni di euro), nascono infatti nei trenta chilometri tra Capurso e Conversano, nella provincia di Bari, dove tutti i giorni faceva sbellicare dalle risate i pendolari pugliesi di Trenitalia.

“Mi sono formato viaggiando sui binari – racconta l’artista a La Freccia - facevo il comico nei vagoni. Aspettavano tutti la mia performance». Da allora Luca Medici, noto al grande pubblico come Checco Zalone, ha fatta parecchia di strada, passando dalle esibizioni improvvisate a bordo dei treni pendolari alla conquista della scena nazionale. I primi passi li muove nella sua Puglia, raggiunge la notorietà con il programma Zelig fino ad approdare sul grande schermo con Cado dalle nubi. Il suo Sole a catinelle, uscito nel 2013, ha registrato il record d’incassi. Ora il comico torna al cinema con Quo vado?, in cui interpreta un impiegato dell’ufficio provinciale “Caccia e pesca” che ha sempre scansato ogni sforzo e responsabilità nella vita lavorativa e in quella privata. Ma quando è costretto a scegliere se lasciare il posto fisso o trasferirsi lontano da casa, inizia la sua odissea in Italia e all’estero.