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Le reazioni politiche alle dichiarazioni di Mauro Moretti sul trasporto locale nel 2013
Rossi: “Troppo facile scaricare su Regioni e FS, se i treni vengono ridotti”. I presidenti delle Regioni Veneto, Toscana e Campania e l’assessore alle Politiche della Mobilità del Veneto si schierano dalla parte dell’ad FS. Michele Meta, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera: “I soggetti titolari delle decisioni su qualità e quantità del servizio sono le Regioni e lo stesso Ministero”
Roma, 12 giugno 2013
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando le dichiarazioni dell’AD Moretti sui rischi per il trasporto locale nel 2013, ha sottolineato che spetta al "Governo dare risorse. Non si può pensare che il trasporto pubblico locale sia residuale rispetto ai problemi del nostro Paese. E`un servizio per i cittadini che pagano le tasse ed è un biglietto da visita per i turisti di tutto il mondo che vengono da noi". "Ha ragione Moretti a protestare- ha continuato Zaia - Quando vado in Spagna, giro quasi sempre in treno ed è un altro mondo, rispetto al nostro. E stiamo parlando di un Paese che ha uno spread superiore ai 500 punti". “Sui treni locali la situazione è insostenibile. Dobbiamo dare una risposta ai nostri pendolari, in un momento nel quale la benzina costa due euro al litro e dobbiamo darla agli ospiti che vengono nel Veneto – ha continuato il presidente del veneto - Se il servizio è quello che vediamo oggi, ci saranno milioni di turisti che diranno al mondo intero quello che hanno visto da noi”. “Chiediamo i fondi - ha concluso Zaia - e la dimostrazione che non siamo un territorio dimenticato, ovvero la periferia dell`impero".
Anche l’assessore alle Politiche della Mobilità del Veneto, Renato Chisso, ha risposto all’allarme lanciato da Moretti, rivolgendo un sostanziale invito alla Stato ''a intervenire in un settore che vive di finanza statale trasferita''. ''Le Regioni stanno da tempo lavorando nella medesima direzione - spiega Chisso - perché questo servizio è stato loro trasferito dallo Stato, che dovrebbe trasferire anche le risorse, senza lesinarle''. ''Se non abbiamo i soldi in bilancio, perché non ci vengono trasferiti - aggiunge Chisso - la Regione non può sopperire con risorse proprie, così come non ha autonomia fiscale perché gli introiti di tasse e imposte, anche quelle regionali o comunali nel nome, vanno a Roma''.
Agli amministratori veneti ha fatto eco il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sottolineando che ”Moretti ha sollevato un problema reale. Il Governo nel 2010 ha già tagliato pesantemente i finanziamenti a Trenitalia (meno 1,5 miliardi). E per il 2013 ci saranno ulteriori tagli alle Regioni: solo alla Toscana saranno dati 48 milioni in meno. Troppo facile, poi, scaricare tutto su Regioni e Ferrovie se i treni vengono ridotti''. 'In Europa siamo tra i Paesi che investono meno sul trasporto ferroviario locale - ha aggiunto Rossi - e i risultati sono sotto gli occhi di tutti''.
Per il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro: ”A livello nazionale, per il settore trasporti, sono stati tagliati 700 milioni di euro e le Regioni non riescono ad assolvere ai pagamenti”. “Ora aspettiamo i lavori del Tavolo per il Trasporto Pubblico” ha concluso Caldoro, ricordando tra l’altro che ”le Regioni, non potendo assolvere ai pagamenti, hanno provocatoriamente ritirato i contratti di servizio”.
Secondo Michele Meta, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera, invece, le affermazioni di Moretti “sul piano formale non aggiungono nulla alla sostanza di un problema arciconosciuto. Sul trasporto pubblico locale, grazie alle battaglie del Pd, non solo si sono evitati nuovi tagli, ma sono state reperite risorse che hanno consentito di non comprimere ulteriormente l'offerta”. Meta sottolinea che, semmai, l’allarme dell’AD del Gruppo FS chiama in causa la responsabilità delle Regioni inadempienti e di qualche distrazione dello Stato”. Poi Meta riconosce che “non spetta all'amministratore delegato FS decidere qualità e quantità del servizio: sono le Regioni e lo stesso Ministero i soggetti titolari delle decisioni”.
Franco Manzato, assessore regionale alla Tutela del Consumatore, si domanda: “Se l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, una SpA il cui azionista di maggioranza è lo Stato, dice che senza soldi sul tavolo non garantirà il servizio di trasporto locale, dove vadano a finire le tasse pagate dai cittadini del Veneto?". L’assessore alla Tutela del Consumatore fa quattro calcoli a spanne e, rispetto a quanto introitato dall'erario statale con imposte e tasse dei veneti, il servizio dovrebbe essere perlomeno dignitoso. ''Invece lo Stato, ma non è una novità, scarica da anni i suoi debiti su Regioni ed enti locali, che, di fatto, non hanno una propria autonomia né fiscale né finanziaria, ma vivono di trasferimenti, che oltretutto sembrano inversamente proporzionali tra Nord e Sud rispetto a quanto il territorio paga - incalza Manzato - Alle Regioni lo Stato ha trasferito il trasporto locale e poi lesina e preannuncia ulteriori riduzioni''.
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando le dichiarazioni dell’AD Moretti sui rischi per il trasporto locale nel 2013, ha sottolineato che spetta al "Governo dare risorse. Non si può pensare che il trasporto pubblico locale sia residuale rispetto ai problemi del nostro Paese. E`un servizio per i cittadini che pagano le tasse ed è un biglietto da visita per i turisti di tutto il mondo che vengono da noi". "Ha ragione Moretti a protestare- ha continuato Zaia - Quando vado in Spagna, giro quasi sempre in treno ed è un altro mondo, rispetto al nostro. E stiamo parlando di un Paese che ha uno spread superiore ai 500 punti". “Sui treni locali la situazione è insostenibile. Dobbiamo dare una risposta ai nostri pendolari, in un momento nel quale la benzina costa due euro al litro e dobbiamo darla agli ospiti che vengono nel Veneto – ha continuato il presidente del veneto - Se il servizio è quello che vediamo oggi, ci saranno milioni di turisti che diranno al mondo intero quello che hanno visto da noi”. “Chiediamo i fondi - ha concluso Zaia - e la dimostrazione che non siamo un territorio dimenticato, ovvero la periferia dell`impero".
Anche l’assessore alle Politiche della Mobilità del Veneto, Renato Chisso, ha risposto all’allarme lanciato da Moretti, rivolgendo un sostanziale invito alla Stato ''a intervenire in un settore che vive di finanza statale trasferita''. ''Le Regioni stanno da tempo lavorando nella medesima direzione - spiega Chisso - perché questo servizio è stato loro trasferito dallo Stato, che dovrebbe trasferire anche le risorse, senza lesinarle''. ''Se non abbiamo i soldi in bilancio, perché non ci vengono trasferiti - aggiunge Chisso - la Regione non può sopperire con risorse proprie, così come non ha autonomia fiscale perché gli introiti di tasse e imposte, anche quelle regionali o comunali nel nome, vanno a Roma''.
Agli amministratori veneti ha fatto eco il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sottolineando che ”Moretti ha sollevato un problema reale. Il Governo nel 2010 ha già tagliato pesantemente i finanziamenti a Trenitalia (meno 1,5 miliardi). E per il 2013 ci saranno ulteriori tagli alle Regioni: solo alla Toscana saranno dati 48 milioni in meno. Troppo facile, poi, scaricare tutto su Regioni e Ferrovie se i treni vengono ridotti''. 'In Europa siamo tra i Paesi che investono meno sul trasporto ferroviario locale - ha aggiunto Rossi - e i risultati sono sotto gli occhi di tutti''.
Per il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro: ”A livello nazionale, per il settore trasporti, sono stati tagliati 700 milioni di euro e le Regioni non riescono ad assolvere ai pagamenti”. “Ora aspettiamo i lavori del Tavolo per il Trasporto Pubblico” ha concluso Caldoro, ricordando tra l’altro che ”le Regioni, non potendo assolvere ai pagamenti, hanno provocatoriamente ritirato i contratti di servizio”.
Secondo Michele Meta, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera, invece, le affermazioni di Moretti “sul piano formale non aggiungono nulla alla sostanza di un problema arciconosciuto. Sul trasporto pubblico locale, grazie alle battaglie del Pd, non solo si sono evitati nuovi tagli, ma sono state reperite risorse che hanno consentito di non comprimere ulteriormente l'offerta”. Meta sottolinea che, semmai, l’allarme dell’AD del Gruppo FS chiama in causa la responsabilità delle Regioni inadempienti e di qualche distrazione dello Stato”. Poi Meta riconosce che “non spetta all'amministratore delegato FS decidere qualità e quantità del servizio: sono le Regioni e lo stesso Ministero i soggetti titolari delle decisioni”.
Franco Manzato, assessore regionale alla Tutela del Consumatore, si domanda: “Se l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, una SpA il cui azionista di maggioranza è lo Stato, dice che senza soldi sul tavolo non garantirà il servizio di trasporto locale, dove vadano a finire le tasse pagate dai cittadini del Veneto?". L’assessore alla Tutela del Consumatore fa quattro calcoli a spanne e, rispetto a quanto introitato dall'erario statale con imposte e tasse dei veneti, il servizio dovrebbe essere perlomeno dignitoso. ''Invece lo Stato, ma non è una novità, scarica da anni i suoi debiti su Regioni ed enti locali, che, di fatto, non hanno una propria autonomia né fiscale né finanziaria, ma vivono di trasferimenti, che oltretutto sembrano inversamente proporzionali tra Nord e Sud rispetto a quanto il territorio paga - incalza Manzato - Alle Regioni lo Stato ha trasferito il trasporto locale e poi lesina e preannuncia ulteriori riduzioni''.