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L’immagine e l’attualità del treno sono temi abbastanza frequenti nel panorama dell’editoria italiana.

In forma di romanzo, di saggio o di inchiesta continuano infatti ad essere proposte pubblicazioni in cui il treno, spesso richiamato anche nei titoli, rappresenta un punto di riferimento o un interessante campo di indagine.

In questa rubrica di FsNews dedicata all’intrattenimento, segnaleremo di volta in volta alcune opere che, occupandosi di ferrovie da diverse angolazioni, possono aiutare tanto ad orientarsi nel mondo dei treni quanto a compiere viaggi immaginari sui convogli raccontati dai romanzieri.

Questa settimana parliamo di...

Il canapé rosso – Michèle Lesbre

la copertina del libro “Un libro sull’energia del desiderio che si può conservare per tutta la vita”, così definisce Il canapé rosso la sua autrice, la scrittrice francese Michèle Lesbre. Paragonato per la sua prosa intimista all’ Eleganza del riccio di Muriel Barbery, il libro è stato finalista al Premio Goncourt 2007.

È la storia di Anne, in viaggio da Parigi in treno, sulla leggendaria Transiberiana, per ricercare Gyl, antico compagno di vita e di impegno politico, lasciato più di trent’anni prima.

Il canapè del titolo è quello dove la protagonista ascolta e condivide i ricordi con Clémence Barrot, un‘anziana modista che abita nel suo stesso palazzo. Anne si affeziona presto alla donna e inizia a raccontarle aneddoti e a leggerle pagine dai diari di alcune eroine amate “per la loro insolenza, per il loro coraggio, talvolta la loro allegra spavalderia, spesso il loro tragico destino”. Come Marion du Faouët o la rivoluzionaria francese Olympe de Gouges. O come Milena Jesenská, la scrittrice ceca amica di Kafka, che attraversava a nuoto la Moldava per incontrare l’uomo amato.

Nel romanzo, il piano narrativo del viaggio si interseca in continuazione con quello del ricordo, legato alla figura di Clémence. Sulla Transiberiana Anne, attraverso boschi di pini e betulle, vede sfilare sotto i suoi occhi fermate dai nomi suggestivi come Kirov, Ekaterinburg, Novosibirsk. “Vedere dei paesaggi dal finestrino significa conoscerli due volte: con lo sguardo e col desiderio”, così aveva letto durante uno dei suoi incontri con Clémence da una pagina del diario di Milena.

Invece di Gyl, ormai sposato con una maestra di un piccolo villaggio siberiano, al suo arrivo Anne viene accolta da una nuova consapevolezza. Dell’età matura, della vita che svanisce senza dare risposte, ma che porta sempre con sé nuovi desideri. E proprio su un treno, tra samovar e incontri carichi di inattesi sovrasensi, Anne compie quello che definisce “forse il più strano di tutti i miei viaggi perché, più di ogni altro, mi aveva continuamente riportata alla mia vita, alla semplice verità della mia vita”.

Il canapé rosso, Michèle Lesbre, Sellerio, Palermo 2009

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