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“Operazione treni puliti”: fa tappa a Trento la mostra sull’impegno per il decoro dei treni in Trentino Alto Adige




In stazione , dal 23 al 25 ottobre, una mostra video-fotografica sulle operazioni di pulizia e sugli aspetti incresciosi degli atti vandalici. SONO 780mila gli euro spesi in Trentino Alto Adige nel 2011 per il restyling delle carrozze e per i danni da vandalizzazioni
Trento, 23 ottobre 2012

A Trento “Operazione treni puliti”, la mostra video-fotografica sulle soluzioni adottate da Trenitalia Trentino Alto Adige per il decoro e la pulizia dei treni regionali. Allestita nell’atrio della stazione FS, sarà visitabile fino al 25 ottobre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00.

L’esposizione ripercorre un processo iniziato circa tre anni fa e illustra l’evoluzione delle tecniche di pulizia adottate chiarendo - attraverso immagini, cifre e costi - l’impegno assunto da Trenitalia e presentando le innovazioni tecnologiche e di processo introdotte.

L’obiettivo del racconto video-fotografico è anche evidenziare l’incidenza economica e sociale degli atti vandalici (rottura vetri e plafoniere, tagli e scritte ai sedili, scarico di estintori, ecc.) e di inciviltà (scarpe sui sedili, rifiuti abbandonati in treno, ecc.) che comportano grossi sprechi di tempo e di denaro, “rubati” alle attività migliorative del servizio.

Le Direzioni Provinciali di Trenitalia di Trento e Bolzano per la pulizia e il decoro dei treni impegnano 35 persone fra propri dipendenti e delle imprese appaltate, per un totale annuo di 53 mila ore di lavoro, 24 mila interventi di pulizia e 1.900 controlli di qualità.
A partire dal 2011 Trenitalia ha investito 700 mila euro: sono state applicate a tutte le carrozze nuove coperture in ecopelle ai sedili, sono state sostituite le pellicole esterne degradate e si è proceduto al restyling dei servizi igienici. Sempre nel 2011 per la riparazione dei danni da atti vandalici sono state sostenute spese per 82 mila euro, di cui 14 mila per la rimozione di 3.900 mq di graffiti, 50 mila euro per il “fermo vetture” (lo stop dei treni nelle officine), 8 mila euro per lo smaltimento dei rifiuti speciali, 10 mila euro per il reintegro del materiale danneggiato (foderine in ecopelle, arredi, pellicolature) e la manodopera.

A questi occorre aggiungere i costi ambientali: basti pensare che per rimuovere 2.000 metri quadri di graffiti occorrono circa 200 ore di fermo del treno, 1.250 kg di prodotti chimici e 40.000 di litri di acqua. Per non parlare del danno diretto ai viaggiatori che trovano il loro treno con un numero inferiore di posti, per l’assenza delle carrozze ferme in officina.

L’abbattimento del fenomeno farebbe “guadagnare” 1.000 ore di lavoro a favore del miglioramento della qualità e di interventi più capillari, restituendo un servizio di cui beneficerebbe tutta la clientela. Sarebbero inoltre ridotti del 100% l’utilizzo dei prodotti chimici, dell’11% le emissioni di CO2, del 10% i rifiuti speciali oltre alla quantità di acqua consumata, riferite alle normali attività di pulizia.

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