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Bologna: oggi un convegno sul Piano Regionale Integrato Trasporti 2010-2020

All'incontro dal titolo "Verso il nuovo PRIT: tra bilanci e prospettive" erano presenti Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia, e Orazio Iacono, direttore Coer Bologna e Firenze di RFI. Obiettivi primari delle Ferrovie dello Stato in Emilia Romagna: lo "sbottigliamento" del nodo di Bologna e un nuovo contratto di servizio
Bologna, 8 febbraio 2010

C'è anche il treno al centro del nuovo Piano Regionale Integrato Trasporti della Regione Emilia Romagna, di cui si è parlato oggi nel convegno "Verso il nuovo PRIT: tra bilanci e prospettive". Due i macro-obiettivi per il periodo 2010 - 2020: il completamento dell'infrastruttura già progettata e il governo della domanda per una "buona mobilità", da raggiungere attraverso la razionalizzazione e l'integrazione dei diversi sistemi di trasporto pubblico. Per raddoppiare in dieci anni il numero degli utenti del trasporto ferroviario regionale.

Per le Ferrovie dello Stato questi obiettivi si traducono prioritariamente nel completamento dei lavori del nodo di Bologna, che consentiranno dalla fine del 2011 la separazione totale dei flussi di traffico regionale e veloce, e nella definizione di un nuovo contratto di servizio con la Regione Emilia Romagna, che renda possibile a Trenitalia investire per l'acquisto di nuovo materiale rotabile da destinare al territorio.  

Al convegno erano presenti Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia
e Orazio Iacono, direttore Coer Bologna e Firenze di RFI. L'ad ha ricordato che l'avanzamento del processo di liberalizzazione del trasporto ferroviario nel nostro Paese ha cambiato le regole, imponendo una rigida segmentazione fra i diversi settori di mercato: locale, a media e lunga percorrenza e merci, rendendo necessario definire con chiarezza i confini del servizio universale - con corrispettivo pubblico - e di quello di mercato - a totale rischio d'impresa. In questo scenario, un contratto di servizio della durata di 6 anni contro i 3 di quello in essere - come già avviene nella quasi totalità delle altre regioni - consentirebbe a Trenitalia di investire in Emilia Romagna, in autofinanziamento, circa 100 milioni di euro per l'acquisto di nuovi treni per i pendolari.

Questi ultimi anni, ha precisato Iacono - sono stati caratterizzati dall'apertura di importanti infrastrutture - le linee veloci Bologna - Milano e Bologna - Firenze e il raddoppio della Bologna - Verona - ma anche dall'introduzione di tecnologie di ultima generazione - come l'Apparato Centrale Computerizzato della stazione di Bologna - dove passano oggi 680 treni, 210 in più rispetto a dieci anni fa. La tecnologia è il "vestito" dell'infrastruttura - ha aggiunto - che ci consente, ancorché in presenza di cantieri, di migliorare la capacità della rete e la regolarità del servizio, con l'obiettivo di giungere puntuali all'appuntamento con il definitivo sbottigliamento del nodo di Bologna, che avverrà grazie al sottoattraversamento della città da parte dei binari delle linee AV/AC e che garantirà ulteriori possibilità di sviluppo al trasporto regionale.


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